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La regina delle nevi è una delle fiabe meno conosciute e più belle di Andersen. Di sicuro una delle mie preferite.
Per chi non la conoscesse segnalo qui il testo completo. Il racconto è suddiviso in sette parti, basta seguire la numerazione sulla colonna a destra dello schermo.
Di seguito la riduzione audio registrata per la serie Il raccontastorie, pubblicata negli anni ottanta.


Sono già state tentate diverse trasposizioni cinematografiche, per lo più non doppiate purtroppo.
Nel 1966 il russo Gennadi Kazansky diresse la pellicola Snezhnaya koroleva (tradotto, La regina delle nevi). In rete se ne trova una versione in lingua originale con sottotoli in inglese.
Per la quarta stagione della vecchia serie televisiva Faerie tale theatre, trasmessa in Italia con il titolo Nel regno delle fiabe (ne ho già parlato qui), il regista Peter Medak firmò l’episodio The snow queen. La puntata è disponibile in inglese su Youtube.
Nel 2002 il canale televisivo Hallmark Channel ha prodotto la miniserie in due episodi The snow queen, diretta da David Wu. Entrambe le puntate sono disponibili su Youtube suddivise in più parti.
Alla Disney da qualche anno ormai si parla di un lungometraggio d’animazione con le musiche di Alan Menken, ma per adesso il progetto non è andato in porto.

Veniamo ora alle mie versioni preferite: un libro illustrato e una trasposizione a cartoni animati che meritano davvero una visione.
Nel 1957 il regista Lev Atamanov ha diretto il cartone La regina delle nevi. Il film, originariamente distribuito nelle sale cinematografiche, è stato trasmesso in Europa e negli Stati Uniti all’interno della serie televisiva Mikhail Baryshnikov’s stories from my childhood, da noi Storie della mia infanzia. Una collezione di tredici splendidi film sovietici a cartoni animati, per certi versi superiori a quelli di Disney. La serie è periodicamente trasmessa dalla RAI, il film è disponibile in italiano su Youtube.

È del 2006 l’incantevole libro The snow queen, illustrato dall’ucraino Vladyslav Yerko a.k.a. Vladislav Erko. Il lavoro gli è valso lo stesso anno il premio Best Children’s Book, assegnato dalla fondazione benefica americana Anderson House Foundation. Qui il sito del libro, credo le immagini parlino da sole.

Io metto il libro nella letterina a Babbuccio… presumo dovrò inviarla in formula piego di libri.