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Primo di due post dedicati a Roberto Innocenti, un’eccellenza dell’illustrazione italiana nel mondo. Classe ’40, Innocenti inizia come autodidatta, tenta la strada dell’animazione e finisce per illustrare i classici della letteratura dell’infanzia per il mercato nord americano. Le sue opere hanno accompagnato Un canto di Natale di Dickens, Pinocchio del nostro Collodi, le fiabe classiche più note e racconti inediti come Rosa Bianca o La storia di Erika. Nel ’98 si aggiudica il Premio Hans Christian Andersen (ovvero, l’oscar dell’editoria per i giovani).

Di suo ho soltanto lo splendido Casa del tempo, con i testi originali di Roberto Piumini. Le sue sono immagini che non lasciano nulla al caso. Ogni dettaglio è definito con un amore e una precisione che commuovono.

Il libro, come si può dedurre dalle splendide immagini, narra la storia di una casa vista attraverso lo scorrere del tempo. Lascio le belle parole di Piumini, il talento riscalda il cuore!

M’ingravido di pietra.
S’accendono le estati, quando il cane
si raduna nell’ombra ad ansimare
e il grano bisbigliando impreziosisce,
e il cuculo ladrone non finisce
di vantarsi, lassù, nel verde fitto
al Piano del Casone.
L’estate delle feste e delle trebbie.
delle benedizioni un po’ ubriache.
E una arriva dal bosco
con fragole fra foglie, con mirtilli,
rosse e neri nel vino, poco zucchero,
bontà come nessuna.

Edit: qui il secondo post.