Tag
Anzoletto, aria, Bondì Venezia cara, campiello, Carlo Collodi, cavaliere, commedia, commedia divertente, commedia in dialetto veneto, commedie, commedie in dialetto, commedie in dialetto veneto, Daniela Mazzucato, donna Catte, donna Pasqua, Ermanno Wolf-Ferrari, Fabrizio, Gasperina, Gnese, Goldoni e le donne, Il campiello, le donne di Goldoni, leggende veneziane, Lucietta, Makiko Awazu, Mario Ghisalberti, opera, opera musicale, Orsola, piazza, Venezia, Zorzetto
Procediamo con calma.
Prendete un campiello, una piccola piazza veneziana.
Andiamo a conoscere i suoi abitanti.
C’è Lucietta, figlia di donna Catte e innamorata di Anzoletto marzer (merciaio ambulante).
La vicina di casa Gense, figlia di donna Pasqua e innamorata del giovane Zorzetto.
La dirimpettaia donna Orsola, frittolera e madre di Zorzetto.
Gasperina, pupilla non troppo amata dello zio Fabrizio.
E per finire il cavaliere, un soldato di nobili origini in cerca di moglie.
Tutto ha inizio con un semplice equivoco, come spesso accade.
Lucietta è furiosa, ha aspettato Anzoletto tutto il giorno. Lo vede arrivare dalla finestra e lo prega di attenderla in piazza. Nel mentre anche Gnese si affaccia al balcone e arriva il cavaliere. Quest’ultimo le offre un regalo e le manda Anzoletto perché scelga qualcosa che le piace. Lucietta scende e non trova il fidanzato, il cavaliere la informa che è andato a casa dell’amica. Anzoletto ritorna e trova Lucietta che civetta per ripicca con il cavaliere. Furioso il merciaio se ne va, promettendo di non tornare più dall’innamorata.
Sarà proprio così? C’è un solo modo per scoprirlo: Il campiello, di Carlo Goldoni. Una strepitosa commedia in cinque atti, tutti in rima. Un coloratissimo scorcio di vita veneziana di metà Settecento, il ritratto di gente semplice con i suoi pregi e numerosi difetti. Un omaggio alle donne, come spesso accade nelle opere di Goldoni.
Atto I, scena undicesima
GNESE: Patron, sàla? m’ho tolto
roba per quattro lire.
CAVALIERE: Anche per trenta.
Io faccio ognor così.
GNESE: Ma me l’ho tolta, e l’ho pagada mi.
Le pute veneziane
le gh’ha pensieri onesti,
e no le tol la roba dai foresti.
Atto II, scena decima
ANZOLETTO: La diga, mio patron,
su quela putta gh’àlo pretension? (accenna Lucietta)
CAVALIERE: Niente affatto.
Lucietta: Sentìu, sior Anzoletto?
Cavaliere: Io per tutte le donne ho del rispetto.
Mi piace l’allegria,
Godo la compagnia.
Qui il file in formato pdf della versione integrale della commedia, scaricabile gratuitamente.
Il campiello è inoltre un’opera musicale del compositore veneziano Ermanno Wolf-Ferrari (1876 –1948), su libretto di Mario Ghisalberti. Concludo con l’aria finale dello spettacolo, Bondì Venezia cara nell’interpretazione di Makiko Awazu e Daniela Mazzucato. Le parole sono quelle pronunciate da Gasperina nell’ultimo atto, prese senza variazioni dalla commedia di Goldoni. Vi confesso che leggerle mi emoziona sempre un po’.
Atto quinto, scena diciannovesima
GASPERINA: Cara la mia Venezia,
me dezpiazerà certo de lazzarla;
ma prima de andar via vòi zaludarla.
Bondì Venezia cara
bondì Venezia mia,
venezziani zioria.
Bondì, caro campielo,
no dirò che ti zii bruto, né belo.
ze bruto ti zè ztà, mi me dezpiaze:
no zè bel quel, ch’è bel, ma quel che piaze.
